DEM Twitter

@TwitterAdsITA, almeno con me hai perso al 1° minuto [analisi DEM]

novembre 21st, 2014 Posted by Copywriting, Storie di marketing 2 comments

È da un po’ che non scrivo in questo blog.
Io la penso così: se non ho niente da dire, non dico. In barba alle mie buone intenzioni di pubblicare 3 volte a settimana.

Oggi, però, lo spunto per un nuovo post l’ho trovato. E l’ho trovato lì, servito come un assist nella mia casella di posta elettronica. Scorrendo distrattamente le email, mi sono soffermata sulla DEM inviata da Twitter per le Aziende (@TwitterAdsITA), l’ho letta e ho capito di aver qualcosa da dire al riguardo.

So che andando ad analizzare le comunicazioni di altri io possa sembrare spocchiosa, boriosa, saccente. In realtà – anche se la bacchettina da maestrina ce l’ho sempre un po’ in mano, lo so -, il mio obiettivo è dare spunti per migliorare e iniziare a comunicare senza, per così dire, buttarla via. Perché alla fine ogni tipo di comunicazione, DEM e non, è un calcio di rigore: sbaglialo e non ti ricapiterà una seconda occasione.
Forse.

Un oggetto, ehm, “strano”

La partita di una DEM inizia a disputarsi a partire dall’oggetto. Nel caso di Twitter per le Aziende l’oggetto è questo.

Copy DEM Twitter

Sinceramente? Non l’ho capito mica. “Che ti piaccia o meno”? Boh. Dopo aver letto l’oggetto ho scisso le due Valentina che risiedono in me: la Valentina utente e la Valentina copywriter. La prima avrebbe cestinato l’email; la seconda l’avrebbe aperta per studiarne il contenuto. Ha vinto la seconda.

Cosa dire di questo oggetto? Sinceramente non riesco a dire granché. Mi sembra “strano”. Strano, ecco. Magari non proprio da cartellino rosso, ma da ammonizione sì.

Il corpo della DEM. Come perdere in casa

Questa la schermata della DEM, ai miei occhi un campo da calcio dopo una grandinata: instabile.

Copywriting sulla DEM di Twitter

Iniziamo dalla seconda riga, quindi subito dopo il saluto di rito (aka fischio d’inizio): “Che ti piaccia o no, il derby è domenica: Milan-Inter”.
Ecco, mo’ mi dovete spiegare che c’azzeccano i due punti messi lì, in quel modo. In generale non capisco proprio il messaggio dietro l’incipit e dietro questa email.

Chiaro: l’obiettivo dovrebbe esser quello di spingermi a utilizzare Twitter Ads, facendo dell’agile marketing in concomitanza del derby. Ma perché diamine dovrei parlare di calcio se rientro nella categoria di chi, a differenza della Clerici, può benissimo vivere senza calcio? Ari-boh.

Poi, così, tanto per non farci mancare nemmeno il cartellino rosso, ecco pure il refuso: “coversazione”.

A questo punto devo dar ragione alla Valentina utente: questa DEM avrei potuto anche non aprirla perché, che vi piaccia o no, a me del calcio non importa nulla. E i superpoteri di Twitter Ads nessuno me li ha spiegati ancora.

  • Allora ho fatto bene io a segnarle sempre – come ti ho detto, me ne arriva circa una a settimana – come spam :)

  • Non sono d’accordo con te: a me è piaciuta molto.
    Certo, il refuso c’è e l’oggetto è poco incisivo.
    Forse qualcosa del tipo “Twitta con i tuoi clienti durante il derby Milano-Inter”, sarebbe stato meglio.

    Ma se il target sono le aziende appena arrivate su Twitter (le quali non lo conoscono come noi che siamo twitteri navigati), allora la mail è (quasi) perfetta.

    Mi sembra che venga spiegato chiaramente cosa siano i superpoteri di Twitter Adv, è una mail simpatica e colloquiale e fornisce pure qualche idea su come fare pubblicità: insomma, una breve consulenza gratuita.
    “Ma perché diamine dovrei parlare di calcio se rientro nella categoria di chi può benissimo vivere senza calcio?”
    La mail lo spiega benissimo: perché quasi sicuramente il target delle aziende ne parlerà.
    La mail, mi ripeto, non è rivolta a Valentina né a Marco, ma alle aziende che vogliono investire soldi su Twitter.
    Forse, per onestà intellettuale, avrebbero potuto specificare che non tutti twittano di calcio.
    Ma è anche vero che adesso, sabato 22 novembre 2014, #MilanInter è in quinta posizione tra le tendenze italiane. Mi sembra una buona opportunità per un’azienda.
    Mi è piaciuto molto, infine, come Twitter sottolinei che il fare pubblicità non sia un rapporto unidirezionale ma appunto una conversazione, un dialogo.

    Concordo però con @danieleimperi:disqus: inviare una mail a settimana è davvero un’esagerazione. Io non li ho segnalati come spam ché sono buono ma mi sono cancellato :)

    Per quanto non concordi con la tua analisi, stimo il tuo essere maestrina:
    sai che scatole se tutti dicessero sempre “bravo bravo bravo”-.
    Buona domenica :)