scrittura a effetto

Non di soli OH YEAH vive il copywriter

agosto 26th, 2015 Posted by Copywriting 2 comments

Scrivo diari dall’età di 7 anni. E di recente ne ho ritrovato uno che risale a tanto tempo fa. A quando non sapevo ancora – per dire – la differenza tra pubblicità ATL e BTL. A quando schiacciavo ancora pisolini pomeridiani di tre ore – sempre per dire.

Bene.

Di questo diario della Valentina copywriter wannabe mi ha colpito una frase, che suona più come un monito. È questa: “Meno oh yeah” .

Già da allora avevo capito una cosa importante. Oggi voglio riproporla a me stessa e anche a te. A te che sogni di fare della scrittura il tuo quotidiano. A te che vorresti diventare copywriter. A te che ancora fai quelle cose brutte brutte tipo gasarti a bestia di fronte a un’infiocchettatura testuale che hai appena finito d’imbastire.

Ecco, è per te questo post. Anzi, per noi. Per noi.

Cosa sono gli oh yeah in un testo?

Vorrei farti vedere il mio primo portfolio da copywriter. Vorrei, eh. Giuro. Solo che credo di avergli dato fuoco. Anzi no, devo averlo trasformato in coriandoli di Carnevale. Sì sì, dev’essere andata proprio così. Te lo dico perché se potessi vedere il mio primo portfolio, forse mi bacchetteresti. Lo faresti, fidati. Dentro c’erano così tanti oh yeah da togliere il fiato.

A proposito: ma hai capito cosa sono gli oh yeah in un testo?

Quelli che mi diverto a definire oh yeah, per me sono:

  • calembour;
  • giochi di parole;
  • rime;
  • frasi a effetto (anche per loro ho un nome: “spottoni”);
  • paroloni che ti fanno sembrare più intelligente.

Eccoli qui, tutti gli oh yeah che mi vengono in mente. Che poi ce ne saranno pure altri, ma per ora accontentiamoci.

Lo so. Credimi lo so che quando riesci a trovare una rima ti senti un supereroe. Lo so che gli spottoni, che spacci a te stesso per payoff, ti rendono più fiero del piede destro di Beckham che si complimenta col sinistro (“Bel lavoro, fratellino! Sei in gambissima”). Ma non di soli oh yeah vive un copywriter. Anzi.

Meno oh yeah, più semplicità

Gli oh yeah non (sempre) danno una marcia in più al tuo testo. Spesso servono solo a pompare il tuo ego.

Soprattutto se sei un copywriter alle prime armi, ti verrà da usarli: è facile cadere nella trappola di seduzione di un languido oh yeah. Fallo. Cadici. Poi però riprenditi in tempi possibilmente non biblici. Cioè, non ravanare troppo con gli oh yeah. Perché loro sanno bene come ammaliarti, farti loro e non lasciarti più andar via.

Sono come le sirene di Ulisse, ‘sti oh yeah qua.

Una rima rischia di far sembrare il tuo testo idiota. Nemmeno infantile. Idiota, proprio.
Un gioco di parole che ti sembra così cool lì per lì, a rivederlo meglio potrebbe farti cagare.
E via dicendo…

Anche se la semplicità sembrerebbe non andare più di moda, è lei la migliore amica di chi si occupa di scrittura. È di lei che dovresti innamorarti, caro copywriter.

  • Valentina, piacere di ascoltarti a Valencia il pasato 19 di mayo. Tutti gli trucchi di content marketing sono tantissimi interessanti! Auguri per il succeso. Ci leggiamo. Saluti.

  • andrea

    probabilmente Valentina sei molto più abile di quella che è la mia capacità di seguirti o forse io la carta la leggo ancora o forse gli esprtHI dell’inchiostro mi suonano più familiari … magari sono solo stanco ma se ti eri ripromessa di tenerti qualche yeah nella tastiera .. beh credimi a me pare il contrario…scrivere è una malattia che si cura a gran fatica.. ma si cura? non lo so … però mi piacerebbe leggere di meno con un di piu’… non so se m segui ….