Blogging di qualità o in quantità?

Contenuti: qualità o quantità? Ti dico la mia

luglio 31st, 2014 Posted by Copywriting 5 comments

Contenuti di qualità o contenuti in quantità? Cos’è meglio per un blog? Cosa aiuta la SEO? Domande, queste, che mi capita di leggere sempre più spesso assieme ad articoli che cercano di dare una risposta, anche se una verità assoluta non c’è. Così oggi ho decido di dirti la mia perché, da 0 a spaghetti alla carbonara, certe cose mi hanno stancata spaghetti alla carbonara.

Ma veniamo a noi.

La quantità aiuta la SEO?

Scrivere tanto aiuta la SEO? Questa domanda l’ho rigirata a un tecnico, a una persona che di SEO ne sa: Valerio Notarfrancesco. Ecco la sua risposta.

N O (NdR: quando si arrabbia usa il maiuscolo e la spaziatura tra caratteri). Scrivere tanti articoli al mese, anzi, scrivere tanti articoli al giorno è una vecchia tecnica SEO in voga alcuni anni fa. In particolare l’apice di questa tecnica ci fu nel 2006. La convinzione era quella che la produzione massiccia di testi – di qualsiasi testo, anche di quello scritto da una scimmia – potesse far valutare il sito come più autorevole da parte di Google. In realtà, come quasi sempre avviene, il gioco funzionava perché manipolava altre tipologie di segnali valutati dagli algoritmi del motore di ricerca. Da allora di strada ne è stata fatta e tra una rinnovata infrastruttura di Google, nuovi algoritmi di valutazione, nuovi algoritmi di penalizzazione e nuove tecniche di interpretazione delle ricerche degli utenti, possiamo tranquillamente mettere in soffitta quella brutta tecnica SEO che voleva la massiccia scrittura di tanti articoli al giorno/settimana/mese.

Per dovere di cronaca, voglio segnalarti un altro contributo. Neil Patel, uno dei professionisti del web che più stimo, parla di quantità come strumento fondamentale per aumentare il traffico del proprio blog. In questo post scrive: “Con Quick Sprout, ho notato un aumento (del traffico) quando sono passato dal postare 2 contenuti a settimana invece di 1. KISSmetrics ha iniziato a vedere un aumento cospicuo del traffico quando ho iniziato a pubblicare 5 contenuti a settimana. Ma con KISSmetrics siamo passati dal pubblicarne direttamente 5, dai 2 iniziali. Questo è il motivo per cui KISSmetrics è cresciuto più in fretta di Quick Sprout. In aggiunta, abbiamo di recente iniziato a postare 6 contenuti a settimana anziché 5. Quando ne postavamo 5 avevamo 422.885 visite al mese. Passando a 6 articoli a settimana, il traffico è salito a 501.573 visite. Pubblicando un post in più ogni settimana, siamo stati in grado di aumentare il traffico del 18,6%. La mia esperienza di lavorare con 20 dei 100 top blog dimostra che se pubblichiamo 3 contenuti ogni giorno (21 post a settimana), possiamo facilmente arrivare ad avere un traffico mensile superiore al milione di visite. Quando posti con elevata frequenza, assicurati di mantenere alta la qualità dei tuoi contenuti. Scrivere tanti blog post di scarsa qualità non ti aiuterà a vedere un aumento del traffico”.

D’altro canto, però, l’aumento del traffico prescinde dalla SEO.

Della costanza di pubblicazione ne ha parlato anche Riccardo Scandellari nel suo blog. In questo post scrive: “Una delle cose che non finirò mai di ripetere è l’importanza della costanza di pubblicazione, l’obiettivo è scrivere tutti i giorni o quasi, i lettori devono abituarsi ad un calendario editoriale in cui sia previsto un nuovo post tutte le mattine”.

Mi ricollego a questa affermazio di Skande per dirti la mia sul tema “blogging in quantità”. A me la quantità spaventa. Ecco, forse mi spaventa perché non riesco a scinderla dalla qualità – che mi richiede come minimo 6 ore di lavoro. Perché non ho un team redazionale tipo quello di Hubspot, in cui lavorano decine di persone. Perché non dispongo nemmeno del tempo necessario da dedicare alla stesura di oltre 1 post alla settimana per la mia agenzia. E perché mi capita di leggere articoletti; traduzioni di post stranieri (perlopiù inglesi) che non apportano alcun valore extra a quanto è già stato detto da altri; post pieni di refusi (il tempo è tiranno e quello per una buona revisione è il primo a essere tagliato dal monte ore disponibili); minestroni riscaldati. Tutti scritti per puntare alla quantità. Be’, sai che c’è? C’è che io mi annoio. Magari sbaglio, eh, ma penso che anche gli altri possano annoiarsi.

Quindi la quantità va bene, purché non ti accontenti di scrivere banalità. Purché non tu non scriva tanto solo per raggiungere qualche miraggio (vedi SEO e vedi traffico). Se non ce la fai, se non riesci a essere ricco, nuovo e interessante allora forse, e dico forse, meglio 1 post a settimana. Ma che sia IL post della settimana.

La qualità aiuta la SEO?

Allora se la quantità nel blogging non aiuta la SEO, forse lo fa la qualità. Ancora una volta ho posto questa domanda a Valerio Notarfrancesco. Ed ecco la sua risposta.

N O (NdR: volevo proprio farlo arrabbiare). La qualità di per sé non aiuta affatto a migliorare le performance SEO di un sito. Dispiace dirlo ma è così. Per quanto Google sia un insieme di algoritmi sofisticati e si appoggi anche a delle persone per far valutare la qualità dei risultati che offre agli utenti (quality raters), nonostante tutti gli sforzi propagandistici per far passare il messaggio che il loro sia un motore di ricerca semantico (in realtà lo è matematicamente parlando, ma non con l’accezione che di solito si dà al termine semantica), Google in realtà non riuscirebbe a valutare 2 testi, uno pessimo e un altro migliore di un capolavoro di Camilleri, se non andasse a valutare tutta una serie di altri fattori.
È vero che alcuni di questi fattori di valutazione per il ranking sono certamente influenzati dalla qualità dei contenuti, ma è per l’appunto un effetto indiretto.

Seconda doccia fredda della giornata, a quanto pare. Ma allora, un blogger o un consulente di comunicazione che suggerisce al cliente di integrare il blog nella propria strategia di content marketing, dove dovrebbe sbattere la testa?

Pregi e difetti di qualità e quantità

Per rispondere a questa domanda non mi appellerò a nessuno se non a me stessa. Come dico spesso, non esistono verità assolute. In particolar modo in questo settore. L’unica verità è che non bisognerebbe proporre qualcosa tanto per. Mai. Stesso discorso vale per un blog. Un blog va curato, gestito, alimentato, seguito, promosso.

Quantità se…

Come ho già scritto sopra, quantità deve far sempre rima con qualità. Ribadito per l’ennesima volta il concetto, consiglierei l’approccio quantitativo in questi casi:

  • blog multiautore. Con più persone a scrivere, aumentare la produzione settimanale di post è più semplice;
  • settore non particolarmente tecnico o di nicchia. Raccogliere informazioni, digerirle, impastarle e ricomporle per settori tecnici è un massacro. A meno che il cliente non sia molto grande, ti paghi 3 mila euro (ma la vedo molto dura) e tu sia monocliente;
  • se vuoi puntare sul blogging per il tuo futuro lavorativo. Agli inizi, per aumentare il traffico nel tuo blog, potresti dover scrivere di più;
  • se riesci a produrre tante piccole perle. Una maestra in questo è Luisa Carrada. Ne Il blog del mestiere di scrivere, Luisa infila una perla dietro l’altra: i suoi post, letti di fila, sembrano una magnifica e preziosa collana di informazioni che pagaresti per avere.

Qualità se…

Veniamo alla qualità – che significa (anche) produzione di contenuti più ridotta. In quali casi ti consiglierei l’approccio qualitativo? Eccoli:

  • settore tecnico o di nicchia. Oppure un settore altamente competitivo, con molti blog che trattano gli stessi argomenti. In questo caso ti conviene concentrarti su un lavoro mirato di ricerca e analisi per produrre non blog post, ma veri e propri focus di approfondimento (come faccio con Pennamontata);
  • differenziazione. Riprende il primo punto: se scrivi relativamente poco, devi puntare per forza di cose alla creazione di contenuti davvero ricchi, nuovi e completi.

In conclusione

Per finire questo viaggio tra qualità e quantità, lascia che ti dica che dovresti aspirare sempre alla qualità. Skande dice bene: dobbiamo abituare il lettore a tornare nel nostro blog; per questo un calendario editoriale serrato ci può aiutare. Ma non dimenticarti che il lettore torna se gli dai qualcosa di valore; non lo fa solo perché ti trova tutti i giorni nelle sue timeline. Perché la minestra riscaldata va bene oggi, ma se te la rifilassero per giorni e giorni?

E, ora, vaya con Dios mi vida.

  • Ti dico la mia, allora, ma sarà lunga, ti avverto :)
    Quando su Pennablu pubblicavo ogni giorno, ero arrivato a circa 33.000 visite al mese Quando ho ridotto a 4 giorni, sono sceso a 24.000. Ora sta risalendo il numero, perché non pubblico più sabato e domenica, ma nei primi 4 giorni.

    Quindi la quantità fa aumentare il traffico, non trovi? (O arriva un altro “N O” di Valerio?)

    Ho la stessa idea di Neil, ma lui pubblica articoli di qualità, non baggianate. E anche il sottoscritto, scusa la modestia 😀

    Ora, prova a fare un esperimento: pubblica tutti i giorni qui, ma solo 2 post a settimana di qualità, gli altri 5 solo mondezza SEO riciclata. E vedi che succede 😉

    E, mi dispiace, ma il traffico non prescinde dalla SEO, secondo me. Se pubblichi spesso buoni contenuti, vai a migliorare il posizionamento dell’intero blog e la tematizzazione delle pagine interne che linkerai. Inoltre avrai maggiori probabilità di essere trovato in rete, perché semini 30 post al mese anziché 4.

    Non sono poi per nulla d’accordo con quanto dice Skande sul fatto di pubblicare ogni giorno. La frequenza di pubblicazione non va confusa con la costanza nella pubblicazione: sono 2 cose diverse. Il pubblico deve abituarsi a un calendario costante, non frequente. Parliamoci chiaro: ma secondo te è davvero possibile pubblicare ogni giorno articoli di qualità su qualsiasi nicchia? No, non lo è. Rischi di ripeterti o scrivere post di cui tutti possono fare a meno.

    L’ho visto io con Penna blu: a un certo punto ho dovuto eliminare 3 giorni a settimana, perché guardando l’elenco dei post che volevo scrivere non c’era più qualità.

    Senza andare da Hubspot, hai letto cosa ha scritto Neil Patel? “Hire someone for editing” :)

    A quanto ho capito lui paga qualcuno per la revisione del post, la ricerca o creazione dell’immagine e l’impaginazione del post nel blog. Ma noi possiamo fare la stessa cosa? :)

    Sul nuovo blog ho deciso di scrivere solo 3 post a settimana, ma a luglio e agosto solo 1. Non avrei potuto scrivere 7 post a settimana di qualità, non su argomenti come i nostri.

    E adesso parliamo di qualità e SEO: che cosa intendi, innanzitutto, con qualità? Buona scrittura? La vede l’utente, non Google. Testi esaustivi? Ok, ma in che senso? Pieni di belle parole chiave? O un articolo che rispetti il contesto? In questo senso – keyword+contesto – il post aiuta il blog dal punto di vista SEO. Che dice Valerio? Un altro N O? :)

    Tu parli di minestra riscaldata. Io sono mesi che la leggo quasi ovunque e non imparo più nulla di nuovo.

    Il mio pensiero, cinico e pessimista come sempre, è questo: oggi sono in tanti a cercare spazio nel web e ad aprire un blog. Ma quanti di loro sono davvero in grado di farlo? Quanti hanno davvero qualcosa di utile da dire? Quanti riescono a far riflettere i lettori, a dar loro qualcosa di valore? Quanti, infine, rappresentano un cambiamento nel coro stonato che sta diventando la rete?

    • Valentina Falcinelli

      Ciao Daniele,
      grazie di cuore per il tuo commento – o dovrei definirlo post nel post? :-)

      Concordo con te su tutto. In merito alle tue molte domande, ti anticipo già che domani su Pennamontata uscirà un post di Valerio che riprenderà questo sul fronte SEO e darà informazioni di gran valore e utilità (che, per l’appunto, risponderanno a molti dei tuoi quesiti). Non voglio anticipare nulla, perché credo davvero che Valerio abbia scritto un approfondimento unico e completo.

      In merito alla qualità, quando ne parlo non mi riferisco in alcun modo a Google – che come dici tu non è in grado di percepirla. Parlo di qualità per l’utente. E per l’utente una cosa è di qualità quando è anche utile. Questo intendo.

      Infine, due parole sulla minestra riscaldata, ma solo due, ché non voglio contribuire a scaldarla oltre. Ti parlo della mia personale esperienza, che non è la migliore né la peggiore, ma solo e soltanto la mia. Con Pennamontata la strada che ho scelto è questa: trovare un argomento, approfondirlo – con tool, casi studio, esempi, connotazioni/annotazioni personali – e fare un lavoro che vada in profondità. Così facendo cerco di dare qualcosa di valore, e spero di riuscire nell’intento. Come scrivevo in questo post non conosco un modo migliore per farlo. Al momento il consiglio di Neil di assumere un editor non posso seguirlo.

    • Daniele, ti rispondo brevemente perché come ha spoilerato Vale, domani esce un mio articolo in cui sentivo il bisogno di fare chiarezza.

      Sia qui, sia nel prossimo articolo però, io parlo da SEO e non faccio una valutazione globale di marketing del piano editoriale.
      Se parliamo invece globalmente allora sono più che d’accordo con te.

      Quindi, sempre e solo dal punto di vista SEO, ti rispondo.

      >>Quindi la quantità fa aumentare il traffico, non trovi? (O arriva un altro “N O” di Valerio?)

      NO. confermo il mio no. Il tuo traffico non è dovuto all’aumento del valore del tuo sito (sempre per Google) perché ci sono più articoli.

      A prescindere dalla qualità poi (nel tuo caso fuori discussione), purtroppo questa tecnica funzionava bene fino a qualche anno fa.

      La controprova? Ci sono tanti siti posizionati benissimo in a settori ultracompetitivi che non vengono aggiornati spesso o sono addirittura fermi ad anni fa.

      Per il resto, a domani :)

      • Quindi come spieghi la diminuzione di quasi 10.000 visite mensili avute togliendo 3 post a settimana? Se la risposta non è compresa nel post di domani :)

        • Se potessi rispondere così facilmente sarei uno stregone 😀

          A parte gli scherzi, io non nego che tu abbia un aumento di traffico incrementando il numero degli articoli, ma questo non ha nulla a che fare con un miglioramento del ranking del tuo sito per una determinata query di ricerca.